Funghi nella storia

Come si raccoglievano: dalla cucina alla medicina

C’era una volta un fungo, anzi molti, molti funghi che venivano raccolti sin dall’antichità, sia come
fonte di sostentamento, sia come medicamento in virtù delle proprietà antibiotiche e antisettiche.

Non solo, infatti, è dimostrato, grazie a rilievi archeologici, che nella preistoria il fungo era
impiegato per accendere il fuoco e… ad uso “ricreativo”. Alcune varietà presentano, infatti,
proprietà allucinogene.

Nell’Antica Grecia, il fungo diviene un vero e proprio simbolo di vita al punto che, proprio dal
fungo nasce una città. Leggenda vuole che Perseo, dopo aver bevuto dell’acqua raccolta nel
cappello di un fungo, fondi la città di Micene (da miceti, regno dei funghi).

Associato alla morte, il fungo viene “riscattato” da due italiani

Da simbolo di vita a simbolo di morte il passo non è proprio breve, ma si compie lo stesso, quando
in periodo romano, l’ignoranza sul mondo dei funghi, e della velenosità di alcuni, miete vittime a
tal punto che la sua fama cambia bruscamente.

Solo dal XVI secolo i funghi vengono classificati scientificamente e questo per opera di due italiani
che, accantonando poco alla volta, tutte le dicerie e le “maldicenze”, lo considerano dal punto di
vista naturalistico per conoscerlo, apprezzarlo ed evitare spiacevoli sorprese ingerendo varietà
pericolose.

Piccola curiosità, se chiudi gli occhi e avvicini alcuni funghi alle narici puoi avvertire sentori di
cocco, castagno, agrumi, anice, liquirizia, fragola, amaretto, persino fumo… quindi per conoscere i
funghi bisogna anche avere naso!

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